Competenze, responsabilità e processi per usare l’IA nella gestione delle persone senza rischi.
TIPOLOGIA: Webinar live Q&A
DATA: 8 settembre 2026 ore 15:30
DURATA: 1 ora e 15 minuti
Argomenti trattati
Recruiting automatizzato, screening dei CV, chatbot per candidati, people analytics, valutazione delle performance, formazione personalizzata, analisi del clima interno, strumenti di produttività individuale, copiloti per HR manager e manager di linea. L’intelligenza artificiale sta entrando con forza anche nella funzione HR.
Per anni molte aziende hanno trattato l’IA come uno strumento di efficienza: meno attività ripetitive, più velocità, più dati, più automazione. Oggi questa lettura è troppo debole. Quando l’IA entra nei processi HR, entra in uno degli spazi più sensibili dell’impresa: quello in cui si prendono decisioni sulle persone.
Una decisione HR può incidere su assunzione, crescita, valutazione, carriera, retribuzione, mobilità interna, formazione, permanenza in azienda. Se quella decisione viene supportata, filtrata, suggerita o orientata da un sistema di IA, la questione cambia livello. Non riguarda più solo la tecnologia. Riguarda responsabilità, trasparenza, qualità dei dati, controllo umano, diritti dei lavoratori, fiducia interna e tenuta dell’organizzazione.
L’AI Act europeo porta questo tema all’interno di una nuova fase. Il Regolamento UE 2024/1689 stabilisce un quadro comune per lo sviluppo, l’immissione sul mercato e l’uso dei sistemi di IA nell’Unione, con l’obiettivo di favorire un’IA affidabile e centrata sulla persona.
In ambito HR, l’Annex III include tra i sistemi ad alto rischio quelli usati per recruiting, selezione, annunci di lavoro mirati, analisi delle candidature, valutazione dei candidati, decisioni sul rapporto di lavoro, promozione, cessazione, assegnazione di mansioni, monitoraggio e valutazione di performance e comportamento.
Questo significa una cosa molto concreta: HR deve diventare una funzione guida nella governance dell’IA.
HR al centro della governance dell’IA
- Quali decisioni stiamo delegando, anche solo in parte, all’IA?
- Quali dati alimentano questi sistemi?
- Chi controlla gli output?
- Chi risponde in caso di errore, discriminazione o uso improprio?
- Quali lavoratori sono coinvolti?
- Quali manager usano questi strumenti?
- Quali evidenze dobbiamo documentare?
- Quali competenze servono per usare l’IA in modo consapevole?
La governance dell’IA non può restare confinata all’IT, al legal o alla compliance. Quando l’IA impatta persone, ruoli, competenze e decisioni organizzative, HR diventa una funzione decisiva.
L’AI Act introduce anche il tema dell’AI literacy: fornitori e utilizzatori devono adottare misure per garantire un livello adeguato di competenze, conoscenze e comprensione dell’IA per il personale e per le persone che operano con sistemi IA per loro conto.
Questo porta la formazione fuori dalla logica del corso spot. Serve un vero piano di abilitazione, proporzionato ai ruoli, ai rischi e agli strumenti utilizzati. Per HR questa è una grande occasione. Significa passare da funzione amministrativa e formativa a cabina di regia della maturità aziendale sull’IA.
Il nuovo perimetro di responsabilità per HR e management
L’AI Act non riguarda solo chi sviluppa tecnologie. Riguarda anche chi le usa in azienda. I deployer di sistemi IA ad alto rischio devono adottare misure tecniche e organizzative adeguate per usare tali sistemi secondo le istruzioni d’uso, conservare i log quando sotto il loro controllo e, in caso di sistemi ad alto rischio sul luogo di lavoro, informare rappresentanti dei lavoratori e lavoratori coinvolti prima dell’utilizzo.
Questo cambia il ruolo di HR manager, responsabili formazione, direzione generale e manager di funzione.
La grande illusione è pensare che l’AI governance sia un documento da scrivere una volta. In realtà è un modello operativo: decide come l’azienda abilita, controlla e misura l’uso dell’IA nei processi che toccano le persone.
Per Fluency, AI governance e HR significa aiutare le aziende a costruire un modello concreto di adozione: formazione, regole, mappatura dei casi d’uso, gestione dei rischi, responsabilità, policy interne e roadmap operativa.
- Perché l’IA in HR può generare efficienza
- Può generare migliori decisioni
- Può aumentare la qualità dell’esperienza dei dipendenti
- Può liberare tempo alle persone
A una condizione: deve essere governata prima di essere scalata.
Buona partecipazione!
Programma del webinar
- Perché l’AI governance diventa una priorità per HR
Come l’IA sta entrando nei processi di gestione delle persone e perché HR deve assumere un ruolo guida. - AI Act e funzione HR: cosa cambia per le aziende
Casi d’uso HR ad alto rischio, obblighi progressivi, responsabilità di provider e deployer, impatti su recruiting, valutazione, performance e gestione dei lavoratori. - AI literacy: dalla formazione obbligatoria alla capacità organizzativa
Come progettare percorsi di competenza differenziati. - Recruiting, selezione e valutazione: dove nasce il rischio
Bias, dati personali, scoring, automazioni, trasparenza verso candidati e lavoratori, controllo umano e tracciabilità. - Policy HR per l’uso dell’IA
Regole interne, strumenti ammessi, dati utilizzabili, divieti, workflow di approvazione, vendor management e responsabilità operative. - Human oversight: il ruolo del controllo umano nei processi HR
Come evitare eccessiva fiducia negli output IA e mantenere responsabilità decisionale nelle mani delle persone. - AI governance assessment per HR
Come misurare maturità, rischi, priorità e gap dell’azienda rispetto all’adozione dell’IA nei processi people. - Domande e risposte
Ti riconosci in uno di questi ruoli?
Il webinar si rivolge ad aziende che stanno introducendo o valutando strumenti di IA nei processi HR, formazione, recruiting, organizzazione e gestione delle persone. In particolare sarà utile per:
- CEO e imprenditori
- Direttori generali
- HR director e HR manager
- Responsabili formazione e sviluppo
- Responsabili selezione e talent acquisition
- Responsabili organizzazione
- Responsabili compliance e legal
- Responsabili IT e digital transformation
- Responsabili qualità e risk management
- Manager di funzione coinvolti nell’uso di strumenti IA
- Consulenti HR, formatori e figure coinvolte in progetti di AI adoption
Daniel Casarin
Daniel è il fondatore di Adv Media Lab e delle altre aziende consociate tra cui Etnograph e Italian Design Farm. Operando nel settore fin dal 2001, grazie alla sua specializzazione in design e system thinking, ha trovato nella digital transformation e nelle più moderne strategie di marketing e sales i più efficaci strumenti per aiutare aziende di qualsiasi dimensione a crescere in modo sostenibile e duraturo. Daniel collabora costantemente con think thank e Università italiane, supportando da advisor numerose organizzazioni e aziende anche no-profit.
Alessandro Manzo
Laureato in giurisprudenza all’Università di Pavia ha lavorato come scheme manager per un primario ente di certificazione italiano. Ha maturato una significativa esperienza come valutatore accreditato di sistemi di gestione svolgendo numerosi audit in qualità di team leader. È stato formatore e docente presso enti pubblici e privati nel campo della governance dei sistemi di gestione con particolare riferimento al risk management e al fattore umano nelle organizzazioni. Attualmente è responsabile sistemi integrati, compliance e internal audit di un’importante società tecnologica attiva nel settore della mobilità, parte di un gruppo che si posiziona tra i primi al mondo per la gestione di reti autostradali.
Angela Nardiello
Angela Nardiello è una Account Expert & Business Development in Fluency.cx, dove affianca aziende e PMI italiane nei percorsi di governance dei dati, NIS2, GDPR e AI Act. Con un approccio pratico e orientato a risultati misurabili, traduce normative complesse in scelte operative concrete per chi vuole adottare l'intelligenza artificiale senza esporre l'organizzazione a rischi evitabili. Convinta che i dati siano un valore da proteggere e valorizzare, lavora ogni giorno con direzioni IT, compliance e business, dalla sanità all'energia, per costruire AI readiness reale e non solo documentale.
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Daniel Casarin
Emanuele Anselmi
Silvia Salese
Sara Balleroni
Serena M. Calabrò
Claudia Boiano
Denis Baldi
Silvia Teodori
Adriano Gazzerro
Elena Tavelli
Chiara Palamà
Cristina De Piante
Albino Rui
Vayla Pergolini
Roberta Facchini
Roberto Siconolfi
Stefania Ciccolini
Francesco Boggi
Serena Calabrò
Vejune Pakenaite
Matteo Brocca
Andrea Signorelli
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